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> Sanremo 2010 visto dal Lario, da Corrieredicomo.it
stella
messaggio Feb 10 2010, 03:15 PM
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PazziSimoniani
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Sanremo 2010 visto dal Lario
Mercoledì 10 Febbraio 2010
La kermesse canora all’Ariston
Cassano dei Matia Bazar: «Emerge per i suoi meriti solo chi ha doti davvero eccezionali»
«Non mi piace il meccanismo con cui vengono scelte le canzoni di Sanremo – dice Fabrice Quagliotti, il cantante lariano anima storica del gruppo di “space rock” più in voga negli anni ’70, i Rockets – Non si guarda alla bravura dell’interprete, contano solo la sua appartenenza discografica o la sua provenienza da programmi tv. Ormai il pubblico è abituato a giudicare non ciò che ascolta, ma quello che vede».
Non ama proprio il festival, Quagliotti, al cui gruppo Elio e le Storie

Tese fecero riferimento presentandosi all’Ariston nel 1996 con crani pelati e visi dipinti d’argento (la classica mise dei Rockets). «Non sono attratto dalla manifestazione - incalza - preferisco dedicarmi a perfezionare il mio nuovo cd con 12 brani che uscirà a marzo, quando si spegneranno gli echi di Sanremo».
Chi invece crede nell’imminente kermesse ligure e nelle scelte fatte dagli esperti del festival è Simone Tomassini, altra star della musica lariana, che dal palcoscenico dell’Ariston è stato lanciato nel 2004. «Credo davvero che i brani selezionati quest’anno abbiano qualcosa da dire - sottolinea - Sanremo è però un carrozzone che viene preparato per mesi, ma che ha vita di breve, giusto una decina di giorni. Poi la gente tende a dimenticare tutto, a meno che ci siano davvero un brano o un interprete meritevole. Ho ascoltato i brani dei giovani e non mi sembrano male, anche se sono lontani dal mio mondo musicale». La kermesse dal punto di vista artistico ed etico risponde pienamente ai gusti del pubblico che la segue. Ne è convinto Renato Abate in arte Garbo. «Se l’ascolto anticipato su YouTube dei brani della nuova generazione può esser utile ad avvicinare quel pubblico che comunque non guarderebbe la trasmissione in tv allora ben venga – spiega il cantautore di Fenegrò – Ho partecipato a due edizioni della manifestazione, oggi però mi sento lontano dalla competizione, preferisco lavorare a cose mie. Preparo un cofanetto di 4 cd e un dvd che in settembre documenterà tutta la mia carriera artistica».
Di parere completamente contrario è Virginia Minetti, comasca più nota nel mondo della musica e di Sanremo come Viola Valentino: «È una sciocchezza far ascoltare un brano prima dell’esibizione a Sanremo. Penalizza le vendite dei dischi. E poi non è giusto che artisti appena affacciatisi alla notorietà come Alessandra Amoroso, o Valerio Scanu, possano gareggiare nella stessa categoria di artisti che hanno alle spalle anni di carriera».
Lontana dai successi di Sanremo, anche Viola lavora ai suoi nuovi progetti, come l’album I tacchi di Giada, che intende «ampliare con nuovi brani». «Per questo disco - aggiunge - mi sono ispirata alle storie di due donne che hanno subito violenze fisiche e psicologiche. L’8 marzo canterò per le carcerate del Beccaria di Milano. Le tristi vicende di queste due donne daranno origine anche a un libro di prossima pubblicazione».
Più favorevole in generale alla kermesse è poi Piero Cassano dei Matia Bazar, comasco di adozione, appena rientrato con il suo mitico gruppo da due concerti in Canada. «Oggi - dice - emerge per i suoi meriti solo chi ha doti davvero eccezionali, specie se giovane. Basti pensare a Tiziano Ferro che, nonostante i problemi attuali della discografia, è riuscito a imporsi da vero protagonista. Molti giovani invece sono solo frutto di trasmissioni tv o sono imposti dalle case discografiche. Dopo un brano che non riesce a sfondare, li abbandona al loro destino senza successo».
Ma il festival sanremese attrae ancora i giovani? Cassano non ci crede: «Il target parte dai 35 anni in su, è così da sempre. Il problema è che oggi è una manifestazione troppo lunga, diluita, con troppi ospiti che non hanno nulla a che fare con la musica e distraggono l’attenzione da quello che dovrebbe essere il cuore della kermesse, ossia dalle canzoni. Ricordo una delle formule più belle del festival: prevedeva l’interpretazione dello stesso brano da parte di due artisti diversi».
I Matia stanno attualmente lavorando a un nuovo show, che raccolga il meglio dei loro trent’anni di carriera. «Vogliamo sottolineare le nostre sonorità più classiche - dice Cassano - quindi useremo meno i computer e l’elettronica».
Quest’anno li si potrà vedere anche in veste di attori: «Anche se per poco tempo - anticipa l’artista lariano - parteciperemo a una puntata della fiction di Rai 1 Tutti pazzi per amore 2 dove interpretiamo noi stessi». Ma il “cuore”, come detto, sono le canzoni: «Siamo ancora in tour: domenica 14 febbraio canteremo a a Oleggio in provincia di Novara, il 20 marzo nel Principato di Monaco. E il 2 e 3 aprile voleremo a Mosca».

Federica Rossi


http://www.corrierecomo.it/index.php?optio...i&Itemid=58


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